domenica 19 gennaio 2014

SLOVENIA & CROAZIA 2013 -2

7° GIORNO :          Bled - Plitvice

Oggi si parte. Lasciamo Bled ed andiamo in Croazia, la meta è Plitvice.
Ci dispiace non poco lasciare questo posto, la Slovenia è stupenda, piccola e spesso dimenticata ma più bella di quanto ci si possa aspettare. Sono stati tutti gentilissimi ed educati, un popolo ben al di sopra degli italiani e di quello che pensa l'italiano medio.
Il tempo finora poi è stato da cartolina e non potremmo chiedere di meglio.

Carico la moto mentre parlo con il figlio della signora che ci ha affittato la camera.
Mi chiede come siamo stati e parliamo un po, ha 19 anni e tutta la sua estate la passa a Bled, dorme nello scantinato e si occupa delle pulizie e di tutto quello di cui c'è bisogno.
Si informa sul nostro viaggio, da dove veniamo, dove stiamo andando e allora gli dico tutti i programmi perché vedo che mentre ne parlo, lui mi guarda come se fosse il suo viaggio, come se stesse per andarci lui e grazie ai turisti che girano per la casa, mi sa dire qualcosa su ogni posto di cui gli parlo, è eccezionale.

-- MAPPA --

Alle 9e30 dopo una bella sudata, siamo pronti.  Si parte.
Prendiamo l'autostrada direzione Lubiana e poi Novo Mesto e mentre ripenso a questi primi giorni vedo una macchina tedesca, poi un'altra, poi una austriaca e ancora altre, alla fine mi guardo intorno e mi accorgo che ci sono macchine da tutta Europa tranne che slovene, è impressionante.
Mi accorgo anche che il traffico è più che raddoppiato e realizzo che è Sabato 20 luglio, uno dei primi week end di grandi partenze estive e che siamo proprio sfigati perché sicuramente alle frontiere con la Croazia troveremo il delirio.

Poco prima di Lubiana inizia la tanto temuta fila.
Tutti fermi sotto il sole.
"Bene non siamo nemmeno a metà strada dalla frontiera!"
Per fortuna in moto riusciamo a passare facilmente anche perché una fila di europei non è come una fila di italiani, sono tutti nella loro corsia, precisi, tranquilli e si scansano per farti passare 50 metri prima che arrivi. Nel nostro caso forse era solo paura ma mi sono sentito come Mosè che divide le acque.

A Lubiana l'autostrada si divide, un tratto va a Trieste e sulla costa slovena, l'altro tratto va verso Novo Mesto.
Per fortuna vanno tutti sulla costa e per Novo Mesto c'è il deserto.

Ci arriviamo tranquillamente e usciamo dall'autostrada per evitare di arrivare a Zagabria e allungare.
Da qui prendiamo una statale verso il confine, direzione Karlovac in Croazia.
Il caldo è terribile e visto che non so come funziona con moneta e benzina in Croazia, mi fermo a fare il pieno poco prima della frontiera.

Qui incontriamo un vecchietto che secondo me di cose da raccontare ne avrebbe per anni.
La jeep è favolosa, curata nei minimi dettagli con tutti gli accessori dell'epoca.
Lui è solo il primo di una lunga serie di tedeschi che incontreremo a bordo di mezzi assurdi e quasi tutti militari. Beati loro che possono omologare di tutto.

Arriviamo poco dopo alla frontiera croata e per fortuna non c'è quasi nessuno.
Mi fermo una attimo prima per fare una foto e per dire a Valeria: "Mi raccomando carina e coccolosa che se ci chiedono i documenti della moto potremmo essere fottuti!"
Non lascio a Valeria il tempo di realizzare ed entro subito in frontiera fermandomi davanti ai due soldati, un vecchio e un giovane.
Il vecchio chiede i documenti e glie li do.
Li guarda, ci guarda, li riguarda e ci riguarda.
Io mi chiedo come minchia si fa a controllare due con il casco integrale ma vabbè.
Si gira verso il giovane e gli dice "ok ok!".
L'altro lo guarda come per dire si tutto ok e io mi aspetto di ricevere i documenti.
Invece no. Il giovane li prende e si mette a fare un controllo al computer tenendoci 10 minuti li fermi.
Almeno stavo all'ombra.
Finita la scenetta mi restituisce i documenti e ci lascia andare.

Essere entrato in Croazia mi rende felice. Anche se il paesaggio intorno è una prosecuzione di quello sloveno, solo più pianeggiante, mi guardo intorno come se fossi in un altro pianeta e accarezzando le carene sussurro alla moto "Brava bimba ce l'hai fatta, mi hai portato anche in Croazia!".
Si lo so sono un cretino ma ogni volta che supero una frontiera fino a quel momento sconosciuta divento euforico.

Arriviamo a Karlovac in un caldo umido che ci soffoca nel casco.
Fu una delle città più colpite dai serbi nella guerra degli anni '90 ma detto sinceramente passandoci non abbiamo visto nulla, penso che ormai almeno esteticamente sia tutto sistemato o quasi.
Da qui potremmo andare a Zagabria capitale della Croazia ma sia io che Vale ci siamo stati due volte quindi lasciamo stare.

Giriamo un paio di volte dentro la città ma ci perdiamo e non riesco a trovare indicazioni utili per Plitvice.
Fermo il primo motociclista che incontro e chiedo informazioni.
E' a bordo di un'Africa e ha una ragazza dietro, fa un caldo bestia e a fatica gli chiedo la strada per Plitvice.
Mentre lui parla, io mi estraneo completamente rapito dai tacchetti mostruosi delle sue gomme per poi rendermi conto che ho fermato uno alto 2 metri, palestrato, che gira con canottiera bianca e jeans corti strappati, casco jet, baffo alla Freddie Mercury, rayban ma soprattutto...infradito! La tizia dietro poi sembra un'ombrellina della motogp.
Quando mi riprendo gli sento dire una cosa incomprensibile in inglese e lo vedo partire a razzo.
Mi giro verso Vale e gli chiedo: "che ha detto?? dove si va??",
e Vale "idiota ha detto folow me, lo devi seguire!",  
"èèè cosa? seguire?! quello? il freddie mercury de noartri!?".
Lo seguo e 5minuti dopo ci troviamo al semaforo di una superstrada con mille cartelli, lo affianco e lui mi indica dove andare "per Plitvice-jazira" (con lo stessa voce di Borat), ci augura buon viaggio e sparisce.

E' stato fantastico, io se incontro uno come me dentro Roma, non credo che lo porterei fino al raccordo, anche se Karlovac è un buco. Mi dispiace solo di non avere una sua foto.

Dopo Karlovac il traffico è decisamente più intenso e la cosa mi preoccupa un po perché questa strada porta praticamente solo a Plitvice.
A pranzo non siamo molto fortunati, i primi due locali in cui ci fermiamo vendono solo da bere, non hanno nemmeno un panino.

Proseguiamo facendo la sauna dentro il completo da moto e ci fermiamo ad una specie di forno.
Essendo in mezzo al nulla la ragazza non è molto abituata a parlare con i turisti e facciamo un po di fatica a capirci ma alla fine esco con due enormi pezzi di burek alla carne e un hotdog per la modica cifra di 2euro.
Avevo ancora solo euro e quando mi dice 15 kune resto di stucco, fa troppo caldo per la matematica e sono troppo stanco per rinunciare al burek che mi ha fatto già venire l'acquolina sotto la lingua, per fortuna la ragazza capisce, fa i conti e si rende disponibile a prendere gli euro.

Man mano che ci avviciniamo a Plitvice la strada sale piano piano e io non ho la minima idea di cosa aspettarmi perché non ho mai trovato notizie su una città vera e propria.
Superiamo il cartello Plitvice Jazira e compaiono un po di villette sparse qua e là, troviamo un paio di alberghi, qualche ristorante ma mai un marciapiede, mai una piazza, un qualcosa che assomigli ad un centro o una serie di case vicine, insomma nulla di più di un tratto di strada con un po di case intorno.
Dopo un paio di km le case finiscono, la strada sale e si infila nel bosco, superiamo gli ingressi del parco e ci ritroviamo nella foresta.
Capisco che allora la "città" doveva essere quella serie di case e torniamo indietro.

Hanno tutte il cartello "SOBE - ZIMMER - ROOM" e dopo alcuni tentativi vengo catturato da una casa celeste un po più distante delle altre dalla strada.
Purtroppo non affittano nulla ma davanti c'è una casa carina con un giardino curatissimo e il cartello "zimmer".
Parcheggio e mi aspetto che arrivi qualcuno ma cosi non è e visto che sulla porta c'è solo una tendina entro facendo un po di rumore.
Trovo una signora sui 70anni che gioca con un pupo di 3-4 mesi con una testona enorme, due occhi come palle da biliardo e un sorriso fisso.
Quando la signora mi vede scoppia in una risata falsissima in stile babbo natale lasciandomi un po perplesso.
Lei "AHAHAHAAHAHAHAH",
io "Ehm si, sorry for rooms?",
lei "HAHAHA ya ya rooms rooms AHAHAHAHA" ... fa questa risata in continuazione, ad ogni cosa che dico e ad ogni risposta che dà.
La situazione è assurda e anche Valeria rimane basita davanti alle risate della signora ma l'effetto è positivo perché ci ritroviamo tutti e tre a ridere come idioti.
Alla fine tra una risata e l'altra mi fa vedere la stanza al piano di sopra, carinissima, tutta celeste, aria condizionata, bagno in camera, cucina a disposizione e balcone.
Rido ancora di più quando ci accordiamo per due notti a 50euro in tutto, 12,50 euro a testa per notte.
Anche qui la tenda resta chiusa.

Sistemiamo tutto poi usciamo e andiamo a fare la spesa all'unico Merkator del posto e a prendere un po di info sul parco da visitare. La cosa positiva è che per ora hanno sempre accettato gli euro e ancora non ho cambiato.

Ci godiamo un ottima cena sul balcone da cui si gode una vista splendida sulle colline intorno e ci accorgiamo che 500metri davanti a noi c'è un branco di cervi che pascola tranquillamente, in foto non sembra ma erano veramente vicini ed enormi, uno spettacolo unico.
La sera non c'è nulla da fare ma siamo cosi stanchi che dopo un paio di birre in balcone crolliamo sul letto.

8° GIORNO :          Parco Nazionale Plitvice

Facciamo tutto con molta calma, troppa e arriviamo all'ingresso del parco intorno alle 11e30.
Prima bella notizia le moto parcheggiano gratis.
C'è un po di fila per entrare ma abbastanza scorrevole, l'unico problema è che il biglietto si paga solo in kune.
Qui la seconda bella notizia, c'è un ufficio cambio all'ingresso che mi fa uno dei migliori tassi di cambio della Croazia, con una percentuale ridicola.
Come vediamo dalle mappe fuori, il parco è enorme e sulle cartine che ci danno ci sono vari percorsi a seconda di quanto si voglia camminare, ci sono percorsi anche di 8ore.
All'interno ci sono due laghi aggirabili a piedi o attraversabili con dei battelli, ci sono anche delle navette-trenino, tutto incluso nel biglietto di 15euro a persona
Personalmente varrebbe la pena anche pagando il doppio.
Io e Vale restiamo fin da subito colpiti dalla bellezza del posto.
Sembra di camminare dentro una di quelle immagini photoshoppate con i colori super accesi che non si vedono mai veramente, invece qui è tutto vero, è veramente così.
Mi sembra incredibile trovare ancora un posto cosi puro, incontaminato e cosi bello, probabilmente la cosa più vicina al concetto di paradiso terrestre.
La particolarità del Parco è nelle sue acque ricchissime di sali calcarei i quali, grazie anche alla fitta vegetazione, si depositano nel tempo formando dighe e barriere naturali che deviano l'acqua in nuovi percorsi, ruscelli e cascate, il Parco ne è pieno ed è in continua trasformazione.
Decidiamo di fare il più possibile il percorso a piedi e passiamo una giornata indimenticabile.
Non aggiungo altro e lascio parlare le foto.

E' eccezionale anche la zona pic-nic!

 


Torniamo a casa veramente estasiati da questa bellezza ma anche molto stanchi e affamati.

Prima di cena mettiamo su una lavatrice di cui abbiamo estremo bisogno.
La signora ci aiuta e la cosa bella è che ne parla solo con Valeria e non perché capisca l'inglese (finora parlava sempre guardando solo me anche se era Vale a rispondere, che omo!), è come se per lei queste siano cose solo da donne.
Divento invisibile e dovevate vedere la faccia di Valeria colpita nel suo orgoglio!
Ma si sa come sono le donne, aspettano il momento buono e si vendicano, cosi quando la signora ci chiede di cosa ci occupiamo, Valeria sferra il colpo dicendole che studia legge ed è all'ultimo anno.
La signora è sconcertata, guarda me come in cerca di conferma, poi Valeria e alla fine "Oooh she lawyer!! mondo andare al contrario AHAHAHAH" e sparisce.
Le diamo il colpo di grazia stendendo tutti i nostri panni in mezzo al suo giardino curatissimo.

Stasera per cena abbiamo due mega-Hamburger che in realtà si rivelano essere delle salsicce a forma di hamburger per cuocerle meglio sulla griglia, peccato che noi abbiamo solo la padella ma vabbè...
Apro tutti gli scaffali della cucina e la cosa più adatta che trovo è una pentola larga ma comunque alta una ventina di centimetri. Siccome mi sembra assurdo cucinarli con questa pentola e mi sembra impossibile che la signora non abbia una normalissima padella, scendo giù a chiedere.
Quando arrivo davanti alla signora che se la ride, mi accorgo che padella in inglese è un termine a me sconosciuto.
Gli dico un paio di volte "padella, padella" facendo vari gesti ma lei smette di ridere e mi ripete "pa-de-lla, paadeella?!", sembra ET quando dice "telefono casa!".
Alla fine ci capiamo, mi porta in cucina e apre un paio di scaffali, penso di aver risolto quando lei mi tira fuori la stessa pentola che stava sopra.
Lì realizzo che sono un pirla più totale o semplicemente che la Croazia ormai è a livello dell'Italia e ti aspetti di trovare di tutto, anche l'inutile.
Mentre penso a quanto sono stupido e mi chiedo cosa mi aspettavo, una padella in ceramica, in tinta con la stanza??!!  La signora mi dice: "padella!? eeeh problemi di vita è?!" e mi guarda come per dire "ti farei vedere io quali sono i problemi veri" e li mi sento ancora più coglione.

Ora, magari è solo suggestione, magari la signora non ne sa nulla, ma con quello sguardo ricordo tutto quello che avevo letto, che tutta la zona di Plitvice fu occupata dal '91 al '96, che fu uno dei posti più colpiti da bombardamenti, distruzioni, violenze e pulizie etniche...e parliamo di 15anni fa non di 50...e per quanto ormai la Croazia sia a livello di qualunque nazione europea per civiltà e serenità, sicuramente la mia pretesa resta comunque quella di un coglione abituato troppo bene...

9° GIORNO :          Plitvice - Dubrovnik

La sveglia suona abbastanza presto, oggi abbiamo una mega trasferta fino a Dubrovnik.
La cosa positiva è che c'è sole, quella negativa è che alle 9 fa già un caldo atroce e quando finisco di caricare la moto sono zuppo di sudore.
Salutiamo la signora ringraziandola per tutto e scappiamo perché abbiamo lasciato la cucina in condizioni pessime, purtroppo i megahamburger erano pieni di un grasso indelebile...

-- MAPPA --

La strada è da subito scorrevole e non c'è ancora molto traffico.
Usciti dalla zona del parco, il bosco lascia spazio ad una prateria enorme.
La vista è stupenda ma non c'è nulla a perdita d'occhio, non incontriamo che 3-4 auto e non vediamo ne un bar, ne un benzinaio, ne altro per parecchi chilometri.
Fortunatamente dal nulla esce fuori un benzinaio, dopo più di 50km (l'ultimo pieno l'avevo fatto in Slovenia, per fortuna che la ninja 250 è enduro inside eheh!).
Faccio il pieno, non si sa mai.
10 kune al litro o poco più, più o meno 1,50 euro, anche qualcosa di meno al litro.

Proseguiamo in mezzo a questo stupendo ed inquietante nulla fino a Gracac.
La mia intenzione è quella di non prendere l'autostrada, sia perché voglio seguire la strada lungo il confine con la Bosnia, sia perché non so quanto possa costare.
Gracac distrugge ogni mio piano.

Arriviamo cotti dal sole e dall'aria calda. Ci accoglie un traffico da fare invidia a Roma. Seguo le indicazioni ma nulla, ci ritroviamo a fare due volte il giro del centro. (maledetti cartelli del piffero!)
Al terzo giro chiedo ad un poliziotto in mezzo alla strada, ma nulla, seguendo le sue indicazioni ci ritroviamo davanti a lui di nuovo.
Ora però ci dice che non possiamo passare perché c'è una processione per la festa del paese e ci fa fare un giro assurdo.
Dopo 100metri sbrocco, torno dal poliziotto e gli dico di farmi passare, sono una moto, vado piano piano.
Alla fine cede e passiamo il più silenziosamente possibile al lato della processione.

Non si sà come ma ci ritroviamo all'ingresso in autostrada.
Sono incazzato a bestia perché scopro che abbiamo fatto un giro di merda scendendo prima a sud e poi tornando a nord, ritrovandoci comunque sull'autostrada che a questo punto avrei fatto prima a prendere da Plitvice.
Visto che Dubrovnik è a circa 500km mi arrendo e prendo l'autostrada.

Qui non so come o perché ma fa ancora più caldo, l'aria arriva bollente come se fosse sparata da un phon e anche la moto si scalda subito.
Era molto meglio il nulla, almeno li non c'erano i pannelli con la temperatura.
Sembra una tabella di cottura, 30gradi, 31, 34, 35...il massimo che tocchiamo è 37 ma sotto il sole battente sono 67!!!
Seguiamo le indicazioni per Spalato che non arriva mai.
Il caldo ci distrugge, sei tentato di prendere aria aprendo il casco o slacciando la giacca ma è più calda del fuoco, ti brucia letteralmente la pelle.
Cerchiamo un po di riparo sotto l'ombra degli autogrill ma è quasi inutile, abbiamo anche finito l'acqua prima ancora di prendere l'autostrada.

A Spalato esco, voglio vedere quanto costa l'autostrada anche perché non ho molte kune e non mi fido dei cartelli che dicono di accettare gli euro.
Al casello la piacevole sorpresa che costa poco, circa 6euro, e che prendono davvero gli euro dando il resto in kune, ad un cambio ottimo. (accettano anche la banconota nuova da 5euro che le macchinette in Italia ancora non prendono!)

Decido allora di girare la moto e rientrare in autostrada.
Il primo cartello che vediamo è disarmante, pensavamo di essere vicini e invece, "Dubrovnik 250 km".

Superato Spalato , il deserto.
Il paesaggio sembra quello pugliese che si vede scendendo verso Brindisi, colline brulle e pietre bianche.
Il traffico diventa quasi nullo e i pochi mezzi sono tir. Le piazzole di emergenza, i benzinai e gli autogrill spariscono.
Fa cosi caldo che l'asfalto emana aloni di calore che distorcono la visuale e non sulla linea dell'orizionte ma 10 metri davanti al muso della moto.
Io che già di mio non amo il caldo, cedo mentalmente e dopo più di 50km di nulla, mi fermo sulla corsia di emergenza, sotto un cavalcavia che crea un po di ombra.
Ho bisogno di quell'ombra e ho bisogno di riprendermi, è un po che sto pensando "e se buchiamo? o se succede qualcosa? che facciamo? qui non c'è davvero nulla, nemmeno lo spazio per accostare..." e questi pensieri che credo abbiano tutti e che normalmente riesco a mettere da parte perché fanno parte del gioco, ora, con questo caldo, stanno avendo la meglio.
Non dico nulla a vale se non che sto accusando il caldo, vorrei parlargliene ma so che lei si agiterebbe più di me e non servirebbe a nulla.

Qualche chilometro prima della fine dell'autostrada troviamo un benzinaio e mi ci fiondo.
Incontriamo un'altra coppia su Gs, anche loro stanno accusando il caldo ma sono partiti da poco e non sono molto socievoli.

Dopo poco l'autostrada finisce bruscamente e scendiamo verso Ploce, sulla costa.
Non essere più su quell'autostrada mi rasserena molto.

Dall'uscita dell'autostrada in poi, incontriamo a bordo strada un numero infinito di chioschi che vendono quintali di frutta bellissima.
Ci sono tratti di strada dritti che per chilometri sono costeggiati da distese di cassette di frutta.
Purtroppo non ho avuto modo di fermarmi a fare foto.
Noi ci fermiamo ad un chioschetto un po più sfigato ma almeno aveva un tavolino all'ombra e per noi è tutto.
Prendiamo due pesche, grosse come meloni e belle succose.
Ce le spolpiamo all'ombra come fossero la cosa più buona del mondo e in quel momento lo erano davvero.
Ci tolgono un'arsura che nemmeno l'acqua riusciva più a placare.

Proseguiamo e il panorama in questo tratto di costa è stupendo.
Più avanti capiamo da dove viene tutta questa frutta, per non so quanti chilometri attraversiamo e vediamo solo frutteti. Dopo il paesaggio arido dell'autostrada, questi colori fanno bene agli occhi.
Arriviamo velocemente al confine con la Bosnia.
Ho un po di timore perché è veramente "non Europa" e potrebbero rompere per la moto.
Non c'è quasi nessuno e arriviamo velocemente davanti alla guardia.
Alza lo sguardo, ci guarda e poi mi fa cenno di andare avanti.
Usciamo senza nemmeno aver spento la moto. 
Attraversiamo il breve tratto di Bosnia che saranno 10-15km scarsi e arriviamo alla seconda frontiera.
Anche qui scambio di sguardi e via. Passati senza il minimo controllo. (e per fortuna che ste frontiere sono lunghe e difficili?!).

Dalla frontiera a Dubrovnik sono circa 50km ma siccome la meravigliosa strada ricalca ogni curva della costa, l'andatura non è velocissima e c'è anche un po di traffico.
Quando mancano una trentina di chilometri, inizio a cercare dove dormire.
Ho letto che Dubrovnik è molto turistica quindi potrebbe essere difficile trovare una stanza e trovarla ad un prezzo decente.
Facciamo un po di tentativi. I campeggi sono pochi e mal segnalati, sono quasi tutti completi e sembrano dei mezzi accampamenti.
Le case alcune sono piene, altre sparano troppo alto. In una un tizio mi attacca un pippone dicendomi che ha un ninja 1000 e ride della mia...resto al gioco solo perché è figlio di mamma Kawa ma questo deve essere cascato dalla culla!

Poco più avanti entro in una stradina senza avere idea di dove mi porti. Ci ritroviamo praticamente sulla riva del mare, c'è un bar e una decina di casette con qualche macchina.
Dalle targhe siamo gli unici stranieri.
Non faccio in tempo a fermarmi che una decina di bambini ci circonda ridendo e urlando non so che.
Toccano le borse, me, la moto, sto per sbroccare e ripartire ma un cristone in canottiera apre la massa di ragazzini come se fossero pecore e mi si piazza davanti alla moto.
"Rooms?! rooms?!" , me lo ripete un paio di volte ma con il casco e rincoglionito come sto, ci metto un po a capire. "Yes rooms! we sercing a bedroom!".
E' evidente che la mia pronuncia fa cosi cagare che il tizio capisce subito di dove siamo, "italiani??", io "si", "seguimi spegni moto! ho stanza per te!", non è una proposta, è un ordine.

Non mi fido molto a lasciare la moto li così, anche perché Valeria è alta quanto i bambini ma sono praticamente costretto.
L'energumeno sparisce in un vicolo, poi dentro un portoncino e sale su dentro una casa.
Arriviamo al secondo piano, apre una porticina e mi mostra la camera.
Anche questa è celeste come a Plitvice, sarà destino, aria condizionata, bagno in camera anche qui e poi apre le due finestre...panorama mozzafiato, un mare meraviglioso, la  costa sullo sfondo (siamo in una specie di fiordo), le palme a fare da cornice, è perfetta che cosa posso volere di più???

Il tizio continua a descrivermi la stanza come se fossi cieco ma non ha capito che sono già convinto.
Arriviamo al prezzo. Mi aspetto il salasso. Mi chiede 45 euro a notte. Ci starebbero tutte considerando poi che le altre case chiedevano lo stesso ma non per questa bellezza.
Abituato ai turisti che arrivano a Dubrovnik si tradisce e mi dice "una notte sola no?!", li capisco che posso trattare e prima lo stordisco dicendogli "no, tre notti!", poi quando vedo che gli si illuminano gli occhi incredulo e sorride come un bambinone inizio a trattare, lui vorrebbe 135 euro per 3 notti, io lo porto a 110, di più non provo a scendere perché alla fine la stanza e il posto meritano.

Sono le 6e mezza e dopo più di 500km siamo arrivati.
Il resto del pomeriggio lo passiamo a sistemare i bagagli e a farci una tanto desiderata doccia.
Ci facciamo anche una passeggiata e scopriamo che il posto è davvero stupendo, una lingua di mare di 1km scarso e non più larga di 500metri che si insinua nella costa.
Acqua cristallina e vegetazione dominano tutto il paesaggio.
Ci sono pochissime persone e ancora meno turisti, soprattutto dove stiamo noi.

L'omone che ci ospita è il proprietario di una "villa" formata da un paio di case unite che furono costruite dal padre. Vive con figli, moglie e madre, le quali tutto il giorno non fanno altro che creare, stirare e piegare tovaglie e lenzuoli che poi penso vendano fuori.
La parte dove stiamo noi è tutta restaurata e bellissima ma è tappezzata di foto che mostrano le condizioni durante la guerra. Sia della casa totalmente bombardata e incendiata, sia della costa, è impressionante.
Una parte di casa è ancora chiusa e lasciata visibilmente distrutta.

La sera ceniamo in camera con un tavolino messo davanti alla finestra, sembra di mangiare davanti a un quadro... mare, luna piena, palme e colline, una vera opera d'arte della natura.

10° GIORNO :

Oggi mare.
Dopo l'ammazzata di ieri non vogliamo sentir parlare di moto e poi con quest'acqua come si fa a resistere?
Poi diciamoci la verità, se avessi detto a Vale "amore si il mare è bellissimo ma oggi ci facciamo un altro giro in moto..." sarei stato decapitato seduta stante.
Nei viaggi in coppia la diplomazia non è un'arte da frontiere ma un mezzo di sopravvivenza.

A fine giornata vale è un fiore, io sono uno straccio cotto, ogni flusso vitale è evaporato in quelle ore sotto il sole.

11° GIORNO :          Dubrovnik

-- MAPPA --

Alle 10 partiamo alla volta di Dubrovnik. (In italiano Ragusa)
Seguiamo la D8 che segue "para para" la costa e offre spettacoli unici.
Ho lasciato a Vale il compito di fare foto "on the road"... mai farlo!

Arriviamo velocemente all'imponente ponte che porta a Dubrovnik , devo dire mi aspettavo una città più grande ma è comunque molto bella e particolare.
Le case sono quasi tutte basse e con il tetto rosso spiovente, vicoli stretti, e quasi sempre o in salita o in discesa.
Facciamo una mega passeggiata visitando vicoli, monumenti e porto. Consiglio a tutti di munirsi di occhiali da sole perché strade e mura sono di colori chiarissimi e con il sole sono fastidiosi ed accecanti alla lunga.
L'unico rimpianto è per le mura enormi e meravigliose che circondano il centro, volevamo fare la visita ma c'era veramente la folla e il biglietto era di 10euro o poco più, due cose che insieme ci hanno fatto cambiare idea.

Dopo quasi 3 ore abbiamo praticamente finito di girare, fa un caldo che si muore ed è appena arrivata una Costa Crociere dai cui vengono calate decine di barchette gialle piene di turisti, fa paura, sembra lo sbarco in Normandia ma qui nessuno spara contro le barche... la scelta è facile, sloggiamo.

Non torniamo indietro ma andiamo ancora più verso sud.
Appena fuori da Dubrovnik troviamo un punto di sosta panoramico che consiglio a tutti coloro che hanno un proprio mezzo, è una validissima alternativa alla funivia che porta sul monte sopra Dubrovnik e che costa non so quanto.

Arriviamo fino a Cevtat seguendo la costa che offre uno spettacolo continuo e notiamo che più si scende e meno gente si incontra, i paesi diventano pochi e minuscoli e almeno a pelle sembra calare anche il benessere delle persone.

La sera ci godiamo per l'ultima volta questo ennesimo piccolo paradiso che la Croazia ci regala. Il giorno dopo si riparte.


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